War & Peace

Sviluppi per la guerra del futuro: Studi satellitari dei Cinque Occhi della Nuova Zelanda

Attraverso i suoi payload satellitari Tui e Korimako, la Nuova Zelanda sta sommessamente collaborando con il National Reconnaissance Office (Ufficio nazionale per la ricognizione) statunitense e l'alleanza dei Cinque Occhi per la creazione di un sistema di sorveglianza spaziale "federato".
La New Zealand Defence Force (Forza di difesa della Nuova Zelanda) sta conducendo ricerche sulla sorveglianza tramite satelliti insieme alla Naval Postgraduate School (Scuola specialistica della Marina) della marina statunitense, in diretto supporto al National Reconnaissance Office (NRO) e all'alleanza dei Cinque Occhi. Nell'ambito del programma Space and Navigation Warfare (Guerra spaziale e di navigazione), la NZDF ha lanciato due payload nell'orbita terrestre bassa come parte di una transizione da pochi grandi satelliti spia ad una “proliferazione” di piccoli satelliti. Questo progetto è stato creato per arginare "le attività della Repubblica Popolare Cinese nel Mar Cinese Meridionale e nello spazio cislunare".

La New Zealand Defence Force (NZDF) sta conducendo una ricerca sulla sorveglianza satellitare legata alla partecipazione del Paese all'alleanza dei Cinque Occhi, la rete di intercettazione elettronica che include anche Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti. 

L'unità operativa della NZDF, la Defence Science and Technology (Scienza e tecnologia per la difesa, DST), fornitore principale di consulenza tecnologico-militare del Ministero della Difesa e della NZDF, sta collaborando con la Naval Postgraduate School della marina statunitense. Venti fra studenti di master e dottorandi dell’istituto sono stati direttamente coinvolti nel lavoro con la DST. La partecipazione della DST è probabilmente dovuta al suo programma Space and Navigation Warfare, che mira a sviluppare l'interoperabilità del dominio spaziale assieme alle forze armate di Paesi più grandi, come gli Stati Uniti. 

I ricercatori puntano a "spianare la strada verso futuri programmi satellitari del Pentagono e a mostrare agli addetti ai lavori il modus operandi", scrive DefenseScoop. Questo modus operandi include lo sviluppo di "competenze essenziali per la guerra del futuro", come sottolinea un grafico collegato alla ricerca presentato al Naval Space Summit (Summit sullo spazio della Marina) del 9-11 luglio 2024 alla Naval Postgraduate School in California.   

Nel segnalare il paese bersaglio della "guerra del futuro", un manifesto promuove un progetto che riguarda "le attività della Repubblica Popolare Cinese nel Mar Cinese Meridionale e nello spazio cislunare" (l'area fra la Terra e la Luna).  

Il lavoro per il National Reconnaissance Office 

La NZDF sta lavorando per il National Reconnaissance Office (NRO), un’importante agenzia di spionaggio statunitense.Indicativo dell’importanza del NRO è il budget proposto per l’anno fiscale 2013, pari a 10,3 miliardi di dollari su una spesa complessiva di 52,6 miliardi destinata all'intelligence, secondo quanto riportato dal Washington Post, a seguito della lettura dei documenti ottenuti grazie all’informatore Edward Snowden. Per fare un paragone, la National Security Agency (Agenzia per la sicurezza nazionale, NSA) ha ricevuto 10,8 miliardi di dollari e la CIA 14,7 miliardi. 

I satelliti del NRO "acquisiscono dati grezzi che vengono analizzati dall'agenzia stessa e poi forniti a uno dei suoi alleati strategici", afferma la National Commission for the Review (Commissione nazionale per la revisione) dell'agenzia del 2000. Sono state fornite informazioni sotto forma di segnali (analisi di comunicazioni elettroniche intercettate) alla NSA, di immagini (analisi di dati video) alla National Geospatial-Intelligence Agency (Agenzia nazionale di intelligence geospaziale) e di misurazioni e tracce (analisi di dati ottenuti da strumenti di monitoraggio) alla Defense Intelligence Agency (Agenzia di intelligence per la difesa). Nella "sempre più lunga lista di clienti" del National Reconnaissance Office figurano la CIA e il Dipartimento della Difesa (statunitense) (DOD). 

La NZDF è stata per decenni collegata all’attività di spionaggio dei Cinque Occhi. Come rivelato dal giornalista investigativo Nicky Hager, nel 1996 erano presenti da sei a dieci esperti di guerra elettronica in ogni nave della Marina e ventuno persone con i soldati assegnati alla guerra elettronica. Il loro lavoro consisteva nell'"acquisire informazioni a partire dal contenuto delle comunicazioni intercettate". Entrambi i servizi collaboravano direttamente con il Government Communications Security Bureau (Ufficio governativo per la sicurezza delle comunicazioni) neozelandese, coordinato con la NSA. 

Nonostante il National Reconnaissance Office sia un'agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense, quando alla fine dello scorso anno Radio New Zealand ha chiesto alla NZDF se il satellite usato per la ricerca appartenesse al Dipartimento della Difesa, il corpo armato ha risposto che non erano "al momento autorizzati a rilasciare ulteriori dettagli". 

"I payload Fvey": Tui e Korimako 

Nell'ambito della ricerca commissionata dal National Reconnaissance Office, la Nuova Zelanda ha costruito il payload Tui FVEY (Five Eyes), che è stato lanciato nell'orbita terrestre bassa il 14 gennaio 2025 tramite la missione Transporter 12 con il vettore Falcon 9 di Space X dalla base spaziale Vandenberg in California. Tui è il payload principale del CubeSat 6U Otter - (il CubeSat è una categoria di piccoli satelliti con dimensioni 10 cm x 10 cm x 10 cm). L'orbita terrestre bassa permette di catturare immagini ad alta risoluzione, riduce la latenza nel trasferimento di dati e fornisce tassi elevati di rivisitazione, dal momento che i satelliti ruotano attorno alla Terra circa ogni novanta minuti.  

Un manifesto della Naval Postgraduate School statunitense descrive Tui come uno "sforzo di riduzione del rischio per quanto riguarda le capacità di consapevolezza del dominio marittimo dallo spazio”. Queste capacità potrebbero integrarsi con il ruolo di sorveglianza dei quattro aerei di pattugliamento nautico Boeing P-8A Poseidon, appartenenti alla NZDF. Nello specifico, per due anni il payload potrà produrre informazioni che permetteranno ai ricercatori di "testare canali comunicativi in grado di ridurre ritardi nella comunicazione delle operazioni spaziali", come affermato in un Defence Weekly Report (Rapporto settimanale sulla difesa) per il Ministero della Difesa del gennaio 2025 realizzato dalla DST, di cui sono riuscito ad ottenere un estratto grazie all'Official Information Act (Legge sulle informazioni ufficiali). 

Oltre al Tui, il CubeSat Otter include due payload costruiti dalla Naval Postgraduate School: un un SDR (Software Defined Radio, Radio definita in software) a banda X e un payload in orbita con LED (LOOP). Il ruolo dell’SDR a banda X, secondo la conferenza stampa della Marina statunitense del 2020, è di "avviare la transizione dalle trafficate frequenze di comunicazione tradizionale verso la banda X, caratterizzata da una maggiore ampiezza e intervallo di dati. Invece, come spiega la Naval Postgraduate School, LOOP permette ai ricercatori di sperimentare con "le comunicazioni in linea di vista grazie all'uso di due banchi di LED, che trasmettono le lunghezze d'onda in verde e in vicino infrarosso, capaci di modulare la luce per messaggi più semplici.  

Tui non è l’unico progetto neozelandese legato alla Naval Postgraduate School statunitense; piuttosto, "mostra la continuità del percorso della DST di ricerca e sviluppo in ambito spaziale, iniziato con il payload Korimako", come afferma il direttore della DST neozelandese David Galligan

Korimako è stato lanciato nell'orbita terrestre bassa come parte del CubeSat 6U Mola il 21 marzo 2024 a bordo del razzo Electron di Rocket Lab dalla Wallops Island Flight Facility (Base di lancio dell’isola di Wallops) della NASA in Virginia. Sebbene Mola sia stato il primo lancio di Rocket Lab per il National Reconnaissance Office dagli Stati Uniti, la compagnia aerospaziale neozelandese-statunitense aveva in precedenza avviato quattro missioni per il National Reconnaissance Office dalla penisola di Mahia in Nuova Zelanda. 

La Naval Postgraduate School descrive Korimako come un "payload beacon che serve a misurare la capacità di download per ogni nodo di stazione terrestre. In particolare, Mola contiene una fotocamera da un terahertz, con cui il satellite invia "immagini e dati utili" usando un SDR a banda X. Una presentazione del 2020 della Naval Postgraduate School dimostra come questa fotocamera faccia anche parte del CubeSat Otter. Spiegando lo scopo di questa ricerca, Wenschel Lan, presidente ad interim dello Space Systems Academic Group (Gruppo accademico sui sistemi spaziali) dell’istituto ha detto: "La funzionalità che stiamo provando a sviluppare è quella di aggiungere dei sensori nello strato spaziale per vedere cosa succede nel mare […]  Non si tratta solo di una fotocamera, ma di diverse fenomenologie [sic] che si possono captare dallo spazio per poi ricostruire il quadro generale". "La prossima generazione di produzione di immagini in terahertz avrà la capacità di vedere attraverso i solidi non metallici illuminati dal sole" afferma la Marina statunitense in una conferenza stampa del 2020. Lan ha spiegato che "sono come dei raggi-X che richiedono meno energia".  

Durante lo sviluppo, la Naval Postgraduate School si è collegata da remoto ad almeno uno dei payload usando un banco di prova chiamato FlatSatNet. Con questo tipo di test, i ricercatori hanno sviluppato delle interfacce software che hanno permesso a componenti software diversi di interagire prima che il payload venisse mandato alla Postgraduate School e collegato al CubeSat.  

Questo insieme di capacità ha stabilito "il precedente secondo cui lo sviluppo simultaneo può avvenire fra gli oceani, per massimizzare la collaborazione tra i programmi sui piccoli satelliti dei governi alleati', ha dichiarato Giovanni Minelli, ricercatore associato presso lo Space Systems Academic Group. 

Proliferazione dei satelliti 

I CubeSat Mola e Otter fanno parte del passaggio, operato dal National Reconnaissance Office, dal “collocamento di un ridotto numero di satelliti grandi e costosi che acquisiscono informazioni segrete in alti regimi orbitali" verso "lanci di centinaia di sistemi più piccoli nell'orbita terrestre bassa, secondo DefenseScoop. Questa transizione coincide con lo sviluppo del Pentagon's Proliferated Warfighter Space Architecture, una rete di centinaia di satelliti con l'obiettivo di fornire comunicazioni sicure, oltre che capacità di allerta e tracciamento di minacce avanzate di attacchi missilistici, inclusi sistemi di missilistica ipersonica. All'inizio dello scorso anno, Rocket Lab ha stipulato un accordo da 515 milioni di dollari per fornire prototipi di diciotto satelliti per il Proliferated Warfighter Space Architecture. 

Un vantaggio dell'architettura a satelliti proliferati è l'aumento della resilienza di rete contro i nemici designati degli Stati Uniti. Il direttore del National Reconnaissance Office Chris Scolese ha spiegato questa corrente di pensiero al Center for Strategic and International Studies (Centro studi strategici e internazionali) a Washington D.C., lo scorso ottobre: "Ci sono Paesi - come saprete Russia e Cina sono un esempio - che hanno sviluppato delle ASAT (armi antisatellite) in grado di eliminare i satelliti. Dunque, avendo cento satelliti in orbita... diventa tutto molto, molto complicato”. 

Verso un "Sistema spaziale federato dei Cinque Occhi"  

La NZDF monitora e interagisce con Korimako e Tui da una stazione terrestre a banda UHF, S e X sulla penisola di Whangaparāoa, a nord di Auckland. Mentre la UHF copre frequenze da 300 MHz a 3 GHz, la banda S copre da 2 a 4 GHz e la banda X da circa 8 GHz a 12 GHz.  

Probabilmente collocata nella struttura di addestramento della NZDF ad Army Bay, la stazione è parte dell’International Smallsat Command and Control Network (Network internazionale di controllo e comando dei piccoli satelliti, ISC2N) dei Cinque Occhi. Il network include una stazione a banda UHF ed S in un’area del Defence Science and Technology Group (Agenzia per la scienza e la tecnologia applicate alla difesa) ad Adelaide, in Australia, e una stazione a banda S e X al Defence Science and Technology Laboratory (Laboratorio di scienza e tecnologia per la difesa) Portsdown West a Portchester, nel Regno Unito. Un “partecipante rilevante” nell'International Smallsat Network è la rete di dieci stazioni terrestri per le missioni dedicate ai piccoli satelliti, sparse per gli Stati Uniti, chiamata MC3 (Mobile CubeSat Command and Control, Controllo e comando dei CubeSat mobili), finanziata dal Dipartimento della Difesa statunitense e operata dalla Naval Postgraduate School.

"L'obiettivo della missione" di Mola e Otter è "mostrare attraverso ricerca e sviluppo [...] un sistema spaziale federato dei Cinque Occhi entro il 2025 che valorizzi i vantaggi della coalizione all'interno di un sempre più conteso ambiente spaziale". (enfasi nell'originale). Secondo Minelli, "la grande visione" per i paesi dei Cinque Occhi è quella di sviluppare "infrastrutture comuni a base sia spaziale che terrestre". 

Ovviamente, i Paesi dei Cinque Occhi hanno già infrastrutture comuni. Per esempio, come i documenti di Snowden hanno rivelato, nel 2009 la stazione di sorveglianza del Government Communications Security Bureau nella Waihopai Valley aveva avviato un’acquisizione su larga scala di contenuti e metadati intercettati dalle comunicazioni trasmesse fra satelliti. La totale acquisizione dei dati dall'area Pacifico-asiatica era stata inserita nel sistema XKEYSCORE della NSA, che era accessibile alle spie dell'alleanza dei Cinque Occhi.  

Tuttavia, la ricerca neozelandese per il National Reconnaissance Office suggerisce che il Paese stia superando la condivisione di segnali tramite infrastrutture di spionaggio, per muoversi verso l'acquisizione, la condivisione e l'analisi di immagini satellitari per l'esercito americano. 

Samuel Hume è un giornalista indipendente e professore che lavora a Londra. I suoi articoli sono reperibili nel suo Substack.

Available in
EnglishSpanishPortuguese (Brazil)GermanItalian (Standard)TurkishArabicRussian
Author
Samuel Hume
Translators
Filippo Fantoni, Marco Ceriotti and ProZ Pro Bono
Date
29.04.2026
Source
ArenaOriginal article🔗
Progressive
International
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