MANILA – “Le Filippine non sono in vendita!”
I gruppi progressisti guidati dal Bagong Alvansang Makabayan (noto anche con l'acronimo Bayan) e dalla sezione Filippina della International League of Peoples Struggle (o ILPS) giovedì 10 settembre hanno aspramente criticato il Forum di investimento del Corridoio Economico di Luzon (LEC), inaugurato lo stesso giorno presso il Grand Hyat Hotel, situato a Taguig City nell'area nota come Bonifacio Global City.
Il gruppo ha descritto l'iniziativa come una minaccia alla sovranità delle Filippine e un veicolo per il controllo straniero sulle risorse del paese.
Tramite una dichiarazione congiunta, i gruppi si sono espressi contro il LEC, definendolo una "svendita di massa" del patrimonio delle Filippine; hanno inoltre accusato il Governo di permettere agli interessi stranieri di influenzare le infrastrutture del paese e lo sviluppo dell'agenda economica.
L'evento sponsorizzato dalla U.S. Trade and Development Agency (USTDA) ha visto la partecipazione di circa 600 investitori internazionali, leader di industria, responsabili di progetto e funzionari governativi, i quali hanno discusso le possibilità di investimento fornite dal corridoio Subic--Clark-Manila-Batangas.
Bayan e ILPS hanno fatto notare come il corridoio non sarebbe una genuina fonte di industrializzazione, ma creerebbe opportunità di profitto per gli interessi di compagnie estere e business locali. I gruppi hanno messo in discussione il ruolo prominente svolto dal governo americano nella promozione dell'iniziativa, facendo notare come la USTDA sponsorizzi e organizzi il forum di investimento.
Secondo la USTDA, il LEC è un'iniziativa trilaterale che coinvolge Filippine, USA e Giappone, mirando a muovere una serie di capitali su settori come il trasporto, la logistica, l'energia, le infrastrutture digitali e la manifattura avanzata. L'agenzia ha affermato che il corridoio ha lo scopo di rafforzare l'interconnessione e la crescita economica di Luzon.
I gruppi hanno anche preso in esame la proposta di creare una ferrovia merci lunga 232 chilometri (la ferrovia Subic-Clark-Manila-Batangas), la quale secondo loro sarebbe innanzitutto funzionale agli interessi commerciali dei paesi stranieri. I documenti relativi al corridoio identificano la ferrovia merci come un progetto di trasporto fondamentale, che mette in collegamento i maggiori centri economici di Luzon.
Tra i progetti criticati dai gruppi figura anche la proposta della zona di sicurezza economica Pax Silica che, secondo loro, potrebbe accelerare l'estrazione mineraria e avere degli effetti negativi sulle comunità indigene e agricole.
Inoltre, Bayam e ILPS hanno affermato che il corridoio è parte di una più vasta strategia statunitense nella zona dell'Indo-Pacifico, esprimendo la loro preoccupazione nei confronti di quello che è stato descritto come un possibile doppio uso dei progetti infrastrutturali situati vicino a strutture di trasporto e militari di importanza strategica.
I gruppi hanno affermato che i diversi progetti di creazione di corridoi potrebbero supportare attività legate al commercio e alla difesa, prendendo in esame gli sviluppi a Subic e in altre zone strategiche. I materiali relativi al corridoio mostrano che il LEC connette centri economici fondamentali, porti, aeroporti e reti di trasporto tra le città di Subic, Clark, Manila e Batangas.
Bayan e ILPS hanno cercato di convincere l'opinione pubblica a mobilitarsi contro il corridoio sostenendo che lo sviluppo nazionale dovrebbe rimanere sotto il controllo delle Filippine, senza essere guidato da governi o investitori stranieri. I gruppi hanno anche criticato delle recenti politiche del governo secondo loro ideate per attrarre più investimenti stranieri ed espandere importanti progetti minerari associati al corridoio.
“Non vendete le Filippine agli stranieri. Le Filippine appartengono ai filippini. Se il governo decide di avviare progetti o programmi volti all'industrializzazione, questi dovrebbero essere indirizzati verso l'industrializzazione della nazione da parte dei filippini e per i filippini., non per interessi stranieri.”, ha detto durante la protesta Teddy Casino, ex membro del Congresso bicamerale delle Filippine per il partito Bayan Muna, ora rappresentante del gruppo Bayan.
Secondo il Kilusang Magbubukid ng Pilipinas (o KMP), nonostante il LEC venga presentato come un'occasione di "sviluppo economico" dall'amministrazione Ferdinand Marcos, il gruppo ha affermato che in realtà si tratta a tutti gli effetti di un "corridoio per il profitto imperialista e la guerra".
"La terra, le risorse e le infrastrutture filippine vengono predisposte per gli interessi delle corporazioni stranire, delle catene di approvvigionamento globali e per gli interessi strategici militari degli Stati Uniti", ha affermato tramite una dichiarazione Danilo ‘Ka Daning’ Ramos, il rappresentante del KMP.
Ramos ha poi aggiunto che i porti, aeroporti, ferrovie e strutture di rifornimento e telecomunicazioni costruite nell'ambito del LEC non sono semplicemente infrastrutture economiche.
“Molte di queste sono infrastrutture che presentano un doppio uso e che possono facilitare il movimento di equipaggiamento militare, personale e rifornimenti. Si tratta di una serie di infrastrutture strategiche utili alla diffusione del potere statunitense nella regione,” ha detto.
I progetti energetici nell'ambito del LEC includono un programma di cooperazione nucleare supportato dagli USA, strutture per la produzione di energia idroelettrica, strutture per immagazzinare il carburante e un oleodotto di 72 kilometri che mette in collegamento Subic, Olongapo e la base aerea "Basa", in Pampanga.
Il KMP ha aggiunto che le infrastrutture digitali (che includono un sistema sottomarino di cavi di fibra ottica, la rete 5G e tecnologie Open RAN), verranno promosse insieme a data center e alla produzione manifatturiera avanzata.
“Questi progetti stanno integrando le Filippine all'interno delle catene di approvvigionamento dei semiconduttori, della tecnologia e della produzione manifatturiera per la difesa guidate dagli USA. Non si tratta di un genuino processo di industrializzazione nazionale. È una forma di pseudo-sviluppo imposta da potenze straniere in cui i nostri terreni, il lavoro e le risorse sono subordinate agli interessi del capitale imperialista,” ha detto Ramos.
KMP ha anche presentato altri esempi della crescente integrazione delle strutture delle Filippine all'interno dei network difensivi e logistici legati agli Stati Uniti, come la modernizzazione del cantiere navale Subic shipyard, ovvero l'infrastruttura multi uso Agila Subic di proprietà della società di private equity statunitense Cerberus Capital, e l'espansione del Collins Aerospace, parte del gigante della difesa statunitense RTX.
Il gruppo di lavoratori ha inoltre evidenziato che l'espansione del LEC aggraverà la pressione sui terreni agricoli, in particolar modo su quelli nel centro dell'isola di Luzon, dove le proprietà industriali, i nodi logistici, i progetti energetici e altre infrastrutture sono in rapida espansione.
“Il Luzon centrale è tra le principali regioni per la produzione di cibo; nonosante questo, i suoi terreni coltivabili vengono sempre più gestiti come se fossero hub immobiliari per gli investitori. I contadini hanno perso terra, mentre le aziende straniere e i grandi business locali hanno accesso ad asset strategici e a incentivi governativi,” ha detto Ramos.
KMP ha richiesto totale chiarezza sui progetti legati al LEC sugli investitori coinvolti, sui finanziamenti, sui requisiti dei terreni, sugli incentivi governativi e sulle componenti militari o a doppio uso.
“Ci serve un'autentica riforma agraria e una nazionalizzazione industriale, non progetti guidati dagli interessi dei paesi esteri. Ci serve supporto totale per la produzione di cibo, lavori dignitosi e stabili e un autentico sviluppo nazionale, non di un corridoio per il profitto imperialista, l'accaparramento di terre e la guerra”, ha detto Ramos.
Nel frattempo, la situazione si è accesa nel quartiere noto come Bonifacio Global City, di fronte all'edificio in cui si è tenuto il forum degli investitori. Qui, a seguito di uno scontro tra gli attivisti e la polizia, 29 attivisti sono stati feriti mentre la polizia li disperdeva.
Almeno cinque manifestanti sono stati arrestati, inclusi gli assistenti paralegali che erano sul luogo per assicurarsi il rispetto dei diritti umani durante la protesta. Tra i cinque detenuti figurano Dana Juliano, Mara Peralta, RC Placido, Jona Yang and Kenneth Castor.
Almeno altri 27 manifestanti sono stati feriti. I gruppi hanno affermato che gli agenti di polizia hanno spinto, strattonato e colpito i manifestanti con scudi antisommossa e manganelli mentre sgombravano l'area delle proteste.
Il gruppo a difesa dei diritti umani Karpatan ha denunciato il violento sgombero da parte della polizia, chiedendo l'immediato rilascio dei cinque. Tramite una comunicazione, il gruppo ha dichiarato che la polizia era chiaramente preparata a sedare la protesta, armandosi preventivamente con scudi e sfollagente.
“Hanno individuato tre paralegali che stavano dicendo alla polizia di non usare la forza contro i manifestanti e di non arrestarli. Hanno anche arbitrariamente trattenuto e arrestato due altri paralegali che sono andati di loro spontanea volontà alla stazione di polizia per fornire assistenza alle persone arrestate,” ha detto il gruppo, chiedendo di essere arrestati, dato che stavano facendo semplicemente il loro lavoro come difensori dei diritti umani.
Karpatan ha detto che la protesta era legittima e giustificata.
“La richiesta dei manifestanti di abbandonare completamente l'iniziativa Pax Silica nelle Filippine è più che giustificata, visto il suo impatto sulle vite, sui mezzi di sostentamento, sull'ambiente e sui diritti dei filippini. I filippini hanno tutto il diritto di chiedere l'abbandono di un progetto asservito agli interessi statunitensi e che riduce le Filippine a un punto di ingresso per il potere economico e militarista degli USA nella regione,” ha detto il gruppo.
Ha poi affermato che la dispersione violenta e l'arresto dei paralegali rafforza ulteriormente l'idea che “la forza di polizia nazionale si comporta come un gruppo di guardie di sicurezza private per le aziende straniere, o come mercenari per i governi di USA, Filippine e Giappone.”
“Vergogna per il presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr., che sta vendendo le Filippine agli interessi stranieri a spese dei diritti della popolazione, della sovranità nazionale e dei diritti delle persone sulla terra e sulla vita”, ha detto Karapatan.
(Con informazioni di Anne Marxze Umil) (Ripubblicato da Bulatlat) (davaotoday.com)
