Imperialism

I movimenti sociali si preparano alle prime proteste contro De La Espriella

I sindacati colombiani, le organizzazioni indigene, gli studenti e i movimenti sociali si stanno mobilitando nei mesi di ottobre e novembre contro il nuovo governo di Abelardo de la Espriella su istanze di sicurezza, pace, economia e politiche sociali.
Circa 1.500 delegati di sindacati, organizzazioni sociali, agricoltori, gruppi etnici e organizzazioni politiche si sono riuniti a Bogotà per l'Incontro Nazionale in Difesa della Vita, della Dignità, della Democrazia, della Pace, della Sovranità e delle Riforme Sociali, chiedendo mobilitazioni regionali il 10, 12 e 14 ottobre e uno sciopero nazionale tra l'11 e il 20 novembre contro il governo di Abelardo de la Espriella. Le loro rivendicazioni includono l'opposizione alle politiche di sicurezza e difesa, il fallimento dei processi di pace, l'austerità e le misure fiscali basate sul debito, le privatizzazioni, le politiche minerarie ed energetiche, l'irrorazione aerea delle colture illecite e la percepita sottomissione agli interessi imperialisti statunitensi..

Circa 1.500 delegati provenienti da sindacati, organizzazioni sociali, movimenti locali, organizzazioni di agricoltori, gruppi etnici e organizzazioni politiche si sono riuniti a Bogotà per l'Incontro nazionale in difesa della vita, della dignità, della democrazia, della pace, della sovranità e delle riforme sociali.

Nell'ambito di una strategia di mobilitazione e opposizione al nuovo governo di Abelardo de la Espriella, hanno deciso di indire uno sciopero nazionale tra l'11 e il 20 novembre, sebbene sia stata ancora fissata una data definitiva. Esso sarà preceduto da altri eventi preparatori e di mobilitazione a livello regionale il 10, 12 e 14 ottobre.

Tra le ragioni di queste giornate di mobilitazione figurano l'opposizione alle politiche di sicurezza e difesa del governo, il fallimento dei processi di pace e la necessità di proteggere le riforme sociali. Altre problematiche riguardano l'istruzione e i servizi pubblici, nonché l'opposizione a quella che le organizzazioni considerano la sottomissione dell'attuale governo agli interessi imperialisti degli Stati Uniti.

La loro dichiarazione mette in discussione l'orientamento economico del governo e mette in guardia sull'impatto del bilancio nazionale 2027 e del proposto piano di "salvataggio fiscale". Le federazioni sindacali, tra gli altri partecipanti, sostengono che l'aumento del debito e le misure di austerità finirebbero per scaricare i costi della crisi fiscale sulle classi lavoratrici.

Le organizzazioni hanno inoltre respinto le politiche annunciate in materia di privatizzazione, industria mineraria ed energetica, il potenziale trasferimento di risorse strategiche a capitali stranieri e la ripresa delle irrorazioni aeree per combattere le coltivazioni illegali.

Hanno inoltre annunciato ulteriori giornate di mobilitazione a sostegno dei diritti umani, dell'istruzione pubblica, dei diritti delle donne e della solidarietà con la Palestina.

Nelle loro conclusioni, hanno inoltre proposto di costruire un ampio fronte che riunisca sindacati, comunità rurali, popolazioni indigene e afro discendenti, organizzazioni sociali e gruppi politici di opposizione per coordinare le azioni contro il governo.

Il movimento indigeno si è riunito a Cauca 

Le autorità del Consiglio Indigeno Regionale di Cauca (CRIC) hanno tenuto una riunione del consiglio nel Territorio Collettivo di San Bernardino, nella città di Popayán. 

Durante l'incontro, hanno analizzato la situazione dei popoli indigeni e dei loro territori, e hanno affrontato questioni relative ai conflitti, alla presenza di gruppi armati, alla pace, ai diritti collettivi e alle decisioni nazionali che riguardano le comunità. 

Edgar Fernández, consigliere anziano del CRIC, ha dichiarato:

“Per quanto riguarda la consultazione preventiva, il governo intende accelerare la modifica di questo strumento giuridico, ovvero ridurre il numero di passaggi necessari. Abbiamo altre questioni da affrontare, come la regolamentazione e le proteste sociali. Tutto ciò avrà un impatto molto significativo sui territori.”

Ha inoltre annunciato i preparativi per il 12 ottobre, giornata della resistenza indigena, afro colombiana e popolare.

Hanno inoltre affrontato problematiche riguardanti l'autonomia, l'autogoverno e la difesa territoriale, nonché la necessità di rafforzare la comunicazione, il coordinamento tra le autorità e la capacità di rispondere a diversi scenari.

Alla luce delle continue violenze nei territori, hanno sottolineato l'importanza di non normalizzare tali situazioni, di continuare a sostenere le comunità e di rafforzare il coordinamento con gli altri settori sociali.

Proteste studentesche a Bogotà

Venerdì scorso, 11 settembre, gli studenti di diverse università di Bogotà sono scesi in piazza scandendo vari slogan, tra cui la difesa dell'istruzione pubblica e laica. Hanno inoltre espresso solidarietà al popolo palestinese e ad altri popoli del mondo vittime dell'imperialismo statunitense.

Hanno inoltre commemorato i violenti eventi del 9 settembre 2020 a Bogotá come giornata di ricordo, condanna e lotta contro la violenza della polizia.

La marcia è partita a mezzogiorno dall'Università Pedagogica Nazionale (UPN) e, lungo il suo percorso, è passata davanti all'Università Distrettuale e al Colegio Mayor de Cundinamarca. Dopo essersi radunati nei pressi dell'Ambasciata Palestinese, i manifestanti hanno proseguito verso l'Ambasciata degli Stati Uniti, dove le forze di polizia hanno attaccato i dimostranti con gas lacrimogeni e granate stordenti. Gli studenti sono stati costretti a rifugiarsi nella biblioteca del giornale dell'Università Nazionale.

Available in
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Translator
Alessia Del Fabro
Date
09.10.2026
Source
Colombia InformaOriginal article🔗
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