Nel giugno 2025, il governo del Territorio del Nord (Northern Territory, NT) ha lanciato la sua Strategia del Territorio del Nord per la Gestione del Fenomeno dei Senzatetto 2025‒2030 (Northern Territory Homelessness Strategy 2025‒2030) presso la struttura di accoglienza YiSSA a Darwin. La Strategia è un requisito previsto dall'Accordo Nazionale sull'Edilizia Popolare e sui Senzatetto (National Social Housing and Homelessness Agreement), ed è stata descritta come «un piano elaborato con e per gli abitanti del territorio per contribuire a risolvere il problema dei senzatetto nelle nostre comunità». In occasione del lancio, in un breve momento dedicato alle domande, il settore dell'assistenza ai senzatetto ha posto una domanda sugli accordi di locazione alla base di YiSSA, ma la domanda è stata subito respinta. Dodici mesi dopo, il governo del Territorio del Nord ha annunciato la chiusura di YiSSA.
YiSSA si trova in Batten Road a Marrara, su un'area un tempo paludosa che veniva utilizzata come discarica per rifiuti di amianto. È gestita dall'organizzazione Yilli Rreung Housing Aboriginal Corporation (YRHAC), controllata dalla popolazione aborigena, e comprende alloggi per soggiorni brevi fino a 28 giorni. L'accoglienza per soggiorni brevi coesiste con il Programma Integrato di Supporto Abitativo per i Senzatetto (Integrated Homelessness Supported Accommodation Program, IHSAP), gestito da Mission Australia, che offre alloggio per uno o più anni agli utenti in attesa di accedere ad alloggi popolari o al mercato degli affitti privati. Al momento dell'annuncio della chiusura, YiSSA ospitava 383 residenti, di cui 145 minori. Inizialmente, YRHAC e Mission Australia avrebbero dovuto sgomberare l'area entro 90 giorni. Tuttavia, una successiva disposizione del governo del Territorio del Nord ha imposto ai residenti a breve termine di lasciare la struttura entro il 25 agosto e agli altri residenti entro l'11 ottobre (si veda qui e qui).
Il governo del Territorio del Nord ha giustificato la chiusura della struttura riferendo che era stato impossibile ottenere condizioni contrattuali soddisfacenti per l'affitto dei locali con Ausco Modular, proprietaria degli alloggi situati nell'ex villaggio dei lavoratori. Secondo quanto riferito dai media, dal 2021 il governo del Territorio del Nord ha versato ad Ausco Modular tra i 2,5 e i 3 milioni di dollari all'anno per l'utilizzo degli edifici modulari e ha offerto 3 milioni di dollari per il loro acquisto, sostenendo che l'azienda ne chiedesse invece tra gli 8 e i 12 milioni. Ausco Modular è di proprietà di Modulaire Group, a sua volta appartenente a Brookfield Corporation, il secondo più grande gestore di investimenti alternativi al mondo. A seguito dell'annuncio della chiusura, il governo del Commonwealth si è offerto di dividere il costo per l'acquisto delle infrastrutture di accoglienza, ma il Primo Ministro del Territorio del Nord ha risposto: “non possiamo sprecare il denaro dei cittadini in modo così irresponsabile”, sollevando dubbi sulla spiegazione iniziale del ll mancato accordo su condizioni commerciali soddisfacenti.
Questa diatriba è scoppiata nel contesto di una crisi abitativa e dei senzatetto protrattasi a lungo nel Territorio del Nord. Il Territorio del Nord ha una popolazione di circa 260.000 abitanti, dei quali circa 159.000 risiedono nell'area metropolitana di Darwin. In base al censimento del 2021, nel Territorio del Nord i senza tetto erano in totale 13.104 equivalenti a i 564 ogni 10.000 abitanti. Il Victoria registrava il secondo tasso più alto tra tutti gli stati e territori australiani, con 47 senzatetto ogni 10.000 abitanti (Australian Bureau of Statistics, 2023). Nel Territorio del Nord gli elevati tassi di pesante sovraffollamento sia presso le comunità remote sia nelle case popolari urbane contribuiscono alla diffusione del fenomeno dei senzatetto. I dati del censimento parlavano di circa 660 persone che dormivano per strada nel Territorio del Nord, un dato probabilmente molto sottostimato. Quest'anno, le inondazioni nelle aree abitate dalle comunità Nauiyu e Palumpa hanno fatto aumentare il numero di residenti accampati nell'area metropolitana di Darwin. A giugno 2026 si contavano 5.550 domande di alloggio nella lista d'attesa per le case popolari del Territorio del Nord, a fronte di sole 191 unità abitative assegnate in tutto il Territorio del Nord nell'anno precedente.
YiSSA rappresenta un pilastro del sistema di supporto ai senzatetto dell'area metropolitana di Darwin. La Ministra dei Minori e delle Famiglie del Territorio del Nord, Robyn Cahill, ha dichiarato che esisteva un piano di transizione per i residenti di YiSSA dopo lo scadere del contratto di locazione. Tuttavia, non sono disponibili dettagli di detto piano. Lo scenario più probabile per ottobre è uno sgombero di massa di quasi 400 tra i cittadini più vulnerabili del Territorio del Nord, destinati a un sistema abitativo che non è in grado di accoglierli. Le 300 persone nella lista d'attesa di YiSSA sono la prova più lampante della carenza collettiva di alloggi. Una volta lasciata YiSSA, è probabile che i residenti vadano a vivere con familiari in case popolari urbane già sovraffollate, o che finiscano a dormire per strada. Ciò eserciterà una forte pressione sulle locazioni esistenti, proprio mentre il governo del Territorio del Nord attua un “giro di vite” contro i comportamenti antisociali nell'edilizia residenziale pubblica. La maggiore precarietà abitativa rischia anche di aumentare gli interventi sui minori e gli allontanamenti familiari, a seguito di riforme della legislazione sulla tutela dei minori che renderanno più difficoltoso il ricongiungimento dei minori aborigeni con le proprie famiglie (vd. qui e qui).
L'attuale Accordo nazionale sulle case popolari e sui senzatetto ha modificato i criteri per ottenere i finanziamenti del Commonwealth destinati al supporto ai senzatetto, introducendo un calcolo basato sulle reali necessità. Questo ha fatto sì che i fondi per i servizi dedicati ai senzatetto nel Territorio del Nord siano aumentati di sette volte a partire dal 2024-25. I successivi investimenti hanno potenziato gli interventi di mantenimento degli alloggi e di intervento proattivo sul territorio. Hanno inoltre istituito un servizio centralizzato di accoglienza e presa in carico per i servizi di supporto ai senzatetto. Tuttavia, decisioni come la chiusura di YiSSA compromettono la potenziale efficacia di tali programmi e indeboliscono la capacità del sistema di supporto abitativo di far fronte alle esigenze. Il mantenimento degli alloggi deve fare i conti con il sovraffollamento, sintomo della carenza di edilizia popolare. Gli operatori sul campo vedono moltiplicarsi i potenziali utenti senza un corrispondente aumento delle opzioni abitative a breve e lungo termine. Inoltre, la centralizzazione delle segnalazioni affronta i problemi di duplicazione delle procedure burocratiche, ma non quelli legati alla scarsità di alloggi.
In un'area amministrativa ridotta con un alto tasso di senzatetto, la soppressione di qualsiasi servizio può avere significativi effetti a cascata sull'intero sistema. Se il sistema è già incapace di soddisfare il fabbisogno collettivo, è lecito domandarsi se possa reggere la soppressione del suo servizio fondamentale. Nell'analisi ecologica, il collasso è raramente la conseguenza di un singolo evento; è piuttosto il risultato di pressioni concatenate che riducono la capacità del sistema di sostenersi. La pressione inizia ad accumularsi, l'ecosistema perde specie o funzioni, la resilienza a ulteriori perturbazioni diminuisce e la frequenza dei cicli di retroazione accelera, aggravando il danno. Si può così raggiungere un punto di non ritorno, oltre il quale i consueti meccanismi di recupero perdono la loro efficacia, e l'ecosistema può scivolare verso uno stadio differente, degradato e stabile. Se YiSSA chiude, quale sistema resta?
Nell'area metropolitana di Darwin gli effetti dell'imminente chiusura di YiSSA si sommano alla riduzione di altri servizi negli ultimi anni. Ad esempio, nel 2025, l'Ostello Y nel centro di Darwin ha chiuso i battenti, dopo aver offerto alloggi a basso costo a 40-50 persone senza fissa dimora o provenienti da comunità remote.
Due servizi cardine del sistema a favore dei senzatetto dell'area metropolitana di Darwin sono il Darwin Sobering Up Shelter (SUS) e Ozanam House. Il SUS fornisce alloggio notturno ad adulti senzatetto sotto l'effetto di alcol e altre sostanze che sono a rischio di subire danni. In passato il SUS condivideva la sede con un servizio di disintossicazione gestito dal Top End Health Service, il servizio sanitario pubblico della regione più settentrionale del Territorio del Nord, e dallo Stringy Bark Residential Rehabilitation Treatment Service, un servizio residenziale per il recupero dalle dipendenze (si veda la relazione Review of the Northern Territory Sobering Up Shelters del 2018 a cura di PWC, Dipartimento della Salute). Tuttavia, il SUS è stato trasferito in una struttura modulare temporanea all'ingresso del carcere di Berrimah, perché nel 2024 il governo del Territorio del Nord ha riconvertito il centro di riabilitazione in un carcere femminile. Il SUS opera ora senza servizi di disintossicazione o recupero in loco, a riprova del suo soprannome di "centrifuga" per utenti intossicati (si veda qui e qui).
Ozanam House è un centro diurno situato nei sobborghi settentrionali di Darwin che fornisce la colazione e servizi per la cura della persona agli utenti, con la presenza di diversi fornitori di servizi. La Società San Vincenzo de' Paoli gestisce Ozanam House, che nel 2024 è stata trasferita dalla sede di Stuart Park a seguito di pressioni del vicinato, ottenendo un contratto di locazione nella sede di Coconut Grove fino al 2029 (si veda qui e qui). Ozanam House è costantemente affollata al mattino, anche a causa di senzatetto di Palmerston che prendono due autobus da e verso il centro pur di fare colazione a Coconut Grove. La necessità di un centro diurno analogo a Palmerston è nota, ma l'impossibilità di ottenere i permessi ne ha bloccato lo sviluppo per oltre un anno. Nel frattempo, il governo del Territorio del Nord ha concluso la formazione della prima classe di Police Public Safety Officers, un nuovo corpo di polizia armato incaricato di pattugliare i trasporti pubblici, gli alloggi popolari e i "punti critici" come i nodi di interscambio degli autobus e i centri commerciali.
Una struttura di accoglienza a breve e lungo termine, un rifugio per lo smaltimento dell’ebbrezza e un centro diurno hanno apparentemente finalità diverse, ma l'eliminazione di uno qualsiasi di essi aumenterà la richiesta di servizi negli altri. Che cosa potrebbe colmare questo vuoto?
Anche le comunità remote del Territorio del Nord, spesso utilizzate come valvola di sfogo per le tensioni sociali visibili nelle città più grandi in cui vive la maggior parte dei residenti non indigeni, non riescono a far fronte al fabbisogno abitativo. L'Accordo sugli Alloggi nelle Aree Remote del Territorio del Nord (NT Remote Housing Agreement) da 4 miliardi di dollari, istituito nel 2024, mira a dimezzare il sovraffollamento nelle aree remote attraverso la costruzione di 2.700 case in 10 anni. Mentre i lavori procedono in ritardo rispetto alla tabella di marcia, il governo del Territorio del Nord è anche in conflitto con il Commonwealth riguardo al fatto se i fondi oggetto dell'accordo riescano o meno a coprire i costi amministrativi e di urbanizzazione dei terreni, e adduce l'aumento dei costi di costruzione per giustificare un obiettivo abitativo notevolmente ridimensionato. Per contro, il governo del Territorio del Nord ha dato prova del proprio impegno a costruire di una forma alternativa di alloggio: ad agosto ha annunciato il progetto di un carcere maschile da 1.200 posti a gestione privata, il cui partner privato sarà selezionato mediante manifestazione di interesse (EOI) nel 2027. Questo annuncio comprendeva anche il progetto di un nuovo carcere femminile da 200 posti.
In questo momento, dal punto di vista del Territorio del Nord, è difficile comprendere il senso di un sistema di gestione dei senzatetto in continuo mutamento, vista l'apparente contraddizione tra la promessa di una nuova strategia con maggiori investimenti del Commonwealth, e la decisione di chiudere un servizio di accoglienza fondamentale. La teoria critica offre una serie di modelli interpretativi per analizzare la marginalizzazione attiva degli aborigeni senza fissa dimora, tra cui le economie dell'abbandono[[i]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_edn1), la politica selvaggia [[ii]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_edn2), la necropolitica[[iii]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_edn3), la marginalità avanzata[[iv]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_edn4) e la violenza infrastrutturale[[v]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_edn5). Qualunque sia il modello preferito, è evidente che la continuità operativa dei servizi chiave per i senzatetto è tutt'altro che garantita. Anche con finanziamenti garantiti, questi devono affrontare condizioni di precarietà della sede, insicurezza contrattuale, esaurimento psicofisico degli operatori e riduzione dei servizi. La capacità di attuare qualcosa che vada oltre la mera risposta all'emergenza è gravemente limitata.
Ci stiamo avvicinando al collasso del sistema o lo stiamo già vivendo? È impossibile saperlo, ma è certamente vero che l'offerta abitativa e la risposta alla condizione dei senzatetto, nate dal colonialismo di insediamento, non sono mai state adeguate alle esigenze nel Territorio del Nord. L'inadeguatezza odierna potrebbe costituire un cambiamento di grado piuttosto che di sostanza. Tuttavia, riflettendo sulla traiettoria delle risposte del Territorio del Nord alla marginalizzazione sociale (e sulla produzione della stessa), potremmo anche evidenziare assetti residui ed emergenti. In questo senso, è netto il contrasto tra le strutture ricettive temporanee e modulari del SUS di Darwin, di Ozanam House e di YiSSA da una parte, e la promessa di un nuovo carcere maschile da 1.200 posti finanziato da privati dall'altra. Dovremmo preoccuparci di come la soppressione di singoli servizi minacci il collasso del sistema di supporto ai senzatetto nel Territorio del Nord, e di come l'espansione dell'economia carceraria sia destinata a prenderne il posto.
[[i]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_ednref1) Povinelli, Elizabeth. 2011. Economies of Abandonment: Social Belonging and Endurance in Late Liberalism. Durham e Londra: Duke University Press.
[[ii]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_ednref2) Lea, Tess. 2020. Wild Policy: Indigeneity and the Unruly Logics of Intervention Stanford: Stanford University Press.
[[iii]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_ednref3) Mbembe, Achille. 2003. Necropolitics. Public Culture. 15(1): 11‒40. Disponibilie in italiano come: Mbembe, Achille. 2016. Necropolitica. Ombre Corte.
[[iv]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_ednref4) Wacquant, Loïc. 1996. The rise of advanced marginality: Notes on its nature and implications. . Acta Sociologica. 39(2): 121‒139.
[[v]](https://arena.org.au/system-collapse-homelessness-in-the-northern-territory/#_ednref5) Rodgers, Dennis e O’Neill, Bruce. 2012. Infrastructural violence: Introduction to the special issue . Ethnography. 13(4): 401‒412.
Liam Grealy è uno studioso di origine coloniale che vive nel territorio Larrakia, nell'Australia settentrionale. È professore associato presso la Menzies School of Health; la sua attività comprende la valutazione dei programmi e l'analisi delle politiche abitative e infrastrutturali nell'Australia regionale e remota.
