Lo scorso anno Palantir ha assunto quattro ex funzionari del Ministero della Difesa. L’ultima assunzione è avvenuta pochi mesi prima che il colosso statunitense dello spyware ottenesse il suo più grande contratto di sempre con il Ministero, come si può leggere su openDemocracy.
Il 31 agosto 2025, Barnaby Kistruck ha lasciato il suo incarico come direttore della strategia industriale, della prosperità e delle esportazioni presso il Ministero della Difesa, segnando la conclusione di una carriera nella pubblica amministrazione durata quasi vent’anni, durante la quale si è occupato principalmente di sicurezza nazionale e di difesa.
Nove giorni dopo, ha assunto il nuovo incarico di consigliere senior presso Palantir, un’azienda tecnologica statunitense strettamente legata all’amministrazione Trump, e specializzata nella fornitura di sistemi militari e di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale e sull’analisi dei dati.
openDemocracy ritiene che Kistruck abbia svolto un ruolo chiave nella redazione della Revisione Strategica della Difesa del Regno Unito e della relativa Strategia Industriale della Difesa, pubblicate la scorsa estate e che raccomandavano un ruolo crescente dell'IA nella politica per la difesa.
Nel dicembre 2025, tre mesi dopo la nomina di Kistruck, Palantir si è aggiudicata un contratto triennale del valore di 240 milioni di sterline con il Ministero della Difesa per “modernizzare la difesa”, fornendo “capacità di analisi dei dati a supporto delle fondamentali decisioni strategiche, tattiche e operative in tempo reale in ogni tipo di attività” nelle forze armate.
Il contratto, che supera di oltre tre volte qualsiasi altro contratto precedentemente stipulato da Palantir con il Ministero della Difesa, è stato assegnato senza gara d'appalto.
openDemocracy non sta insinuando alcun comportamento scorretto da parte di Kistruck.
Tuttavia, la sua nomina mette in luce la preferenza di Palantir per il cosiddetto “meccanismo delle porte girevoli”, in cui delle aziende private nominano ex ministri, alti funzionari pubblici e consiglieri speciali per ruoli di lobbying o di consulenza.
Kistruck è stato il quarto assunto da Palantir proveniente dal settore della difesa lo scorso anno, insieme a due alti funzionari civili, Laurence Lee e Damian Parmenter, e all’ex ministro conservatore delle forze armate Leo Docherty, che ha perso il suo seggio alle elezioni di luglio 2024.
Allo stesso tempo, l'azienda ha instaurato stretti legami con il governo britannico, tenendo nel 2025 incontri ufficiali con il Primo ministro, l'allora ambasciatore degli Stati Uniti, sei ministri e alti funzionari di Gabinetto, del Tesoro e del Ministero dell'Interno.
Nel febbraio 2025, Keir Starmer e l’allora ambasciatore negli USA Peter Mandelson hanno partecipato a quella che l’Ufficio di Gabinetto ha definito una “visita informale” presso la sede centrale dell’azienda a Washington DC, che ha incluso una visita guidata delle strutture, una sessione di domande e risposte con il personale e un incontro con l’amministratore delegato di Palantir, Alex Karp.
Quattro mesi dopo, Louis Mosley, amministratore delegato di Palantir nel Regno Unito, è entrato a far parte dell’Industrial Joint Council della Difesa, che il governo descrive come il suo “principale strumento strategico per il coinvolgimento nel settore della difesa”. Successivamente, durante la visita ufficiale di settembre del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel Regno Unito, il Ministero della Difesa ha annunciato di aver concordato una “partnership strategica” con l’azienda.
Iain Overton del gruppo di campagna Action on Armed Violence ha dichiarato a openDemocracy che il “flusso costante di alti funzionari della difesa che passano a Palantir dovrebbe preoccupare chiunque sia interessato a comprendere il funzionamento del complesso militare-industriale”.
"Rischiamo di diventare subordinati a una singola tecnologia proprietaria americana," avverte. E quando il Ministero della Difesa considera un'azienda straniera indispensabile per le proprie strategie operative, pianificazioni e riflessioni, il rischio non è soltanto quello della dipendenza, ma anche quello di un indebolimento dell’affidabilità.
"Modernizzare la difesa non richiede di collegarla direttamente alla volontà di un'unica azienda tossica, specialmente in un momento in cui gli Stati Uniti sono lontani dall'essere l’alleato affidabile che troppo spesso abbiamo pensato che fossero."
Le indagini di openDemocracy emergono in un momento in cui i contratti pubblici di Palantir sono sottoposti a un controllo sempre più rigoroso. All’inizio di questa settimana, il leader del Partito dei Verdi, Zack Polanski, ha consegnato una lettera alla sede londinese di Palantir, avvertendo che intende chiedere la risoluzione del contratto da 330 milioni di sterline relativo alla Federated Data Platform del servizio sanitario nazionale, che gestisce grandi quantità di dati sensibili della sanità pubblica.
“Stiamo mettendo in guardia Palantir”, ha dichiarato Polanski in un video girato davanti alla sede della Palantir. "Questa è una società di sorveglianza militare legata alla sorveglianza autoritaria e alla devastazione a Gaza e non ha alcun ruolo nel nostro servizio sanitario nazionale."
La stretta collaborazione del governo con Palantir solleva ulteriori interrogativi, in quanto l’Europa si confronta con la politica estera imprevedibile di Trump, comprese le sue minacce di invadere la Groenlandia e di punire i leader europei che si oppongono ai suoi piani con l’imposizione di dazi.
Palantir è stata fondata dal miliardario stretto alleato di Trump, Peter Thiel, che ha finanziato la sua campagna presidenziale del 2016 con fondi provenienti dalla CIA.
I vertici dell'azienda hanno costantemente sottolineato il suo incrollabile impegno a favore della "dominazione" statunitense.
“Esperienza molto positiva presso Palantir”
L’ultima volta che Palantir ha assunto diversi ex funzionari pubblici britannici in rapida successione è stata alla fine del 2022, periodo in cui ha sottoscritto il suo primo “contratto aziendale” con il Ministero della Difesa, un accordo che all’epoca aveva un valore di 75 milioni di sterline.
Nell’aprile 2023, cinque mesi dopo la nomina di Polly Scully a “consigliere senior di Palantir per il Governo britannico”, quest’ultima ha personalmente invitato l'allora ministro delle forze armate, James Heappey, a un ricevimento che l’azienda stava organizzando a Londra per celebrare la firma dell'accordo.
"Volevo esprimerle la mia gratitudine per essersi unito a noi mercoledì sera", ha scritto in un'email a Heappey pochi giorni dopo l'evento. “È stato fantastico avere un sostegno così significativo per l’accordo; spero che si sia divertito. Stiamo ancora cercando di capire cosa comporti in pratica la partnership tra il Ministero della Difesa e l'azienda, ma sono sicuro che si tratta, in parte, di costruire relazioni di fiducia, e speriamo di avervi contribuito mercoledì sera."
Scully era ben posizionata per aiutare l’azienda a sviluppare rapporti di fiducia con il Ministero della Difesa; aveva recentemente lasciato l’incarico di direttore strategico e, in tutto il dipartimento, negli ultimi otto anni, un fatto che ha riconosciuto nella sua email a Heappey.
“Come ho già detto, sto vivendo un’esperienza molto positiva in Palantir, ma il Ministero della Difesa occupa ancora un posto importante nel mio cuore”, ha scritto.
Scully non è stata la prima ex funzionaria della corona a essere incaricata di creare stretti legami tra l’azienda e il governo, come ha riportato openDemocracy nel 2023. Sembra probabile che non sarà l'ultima.
Quando openDemocracy ha chiesto a Palantir chiarimenti sulle recenti assunzioni provenienti dal Ministero della Difesa, l'azienda ha risposto tramite un portavoce che aveva lavorato presso il Ministero della Difesa nel 2015/2016.
Il portavoce, che ha ricoperto anche il ruolo di consulente speciale al Downing Street e di co-direttore della comunicazione del Partito Conservatore, ha dichiarato: “Palantir richiede a tutto il personale di rispettare eventuali clausole di non concorrenza o pareri relativi alle regole sugli incarichi professionali, come è avvenuto in entrambi questi casi”.
Un portavoce del Ministero della Difesa ha dichiarato: "Effettuiamo un'approfondita due diligence su qualsiasi incarico aziendale che possa destare preoccupazioni. Ci impegniamo a far rispettare tutte le condizioni imposte agli individui, indagando a fondo sui casi di violazione della policy e, nel caso, adottando i provvedimenti necessari.”
“Staccare la spina a tutto”'
Le preoccupazioni di alcuni Paesi europei riguardo all’utilizzo del software Palantir nei settori della difesa e dell’intelligence statale sono aumentate dopo la rielezione di Trump.
Secondo Intelligence Online, una testata specializzata nel settore dell’intelligence, i servizi segreti danesi sono alla ricerca di una piattaforma alternativa a Palantir per l’elaborazione dei dati, alla luce delle crescenti pretese di Trump di assumere il controllo della Groenlandia, territorio danese a statuto semi-autonomo.
Secondo quanto riportato, la Danimarca teme che dati sensibili trattati da Palantir possano essere accessibili al governo degli Stati Uniti e alla CIA, che ha investito su Palantir tramite il proprio fondo di venture capital, In-Q-Tel.
Il mese scorsi, un’indagine congiunta condotta dalla testata giornalistica svizzera WAV e dalla rivista Republik ha rivelato che la Svizzera ha respinto un accordo con Palantir dopo che un rapporto interno, commissionato dall’esercito svizzero, aveva evidenziato il rischio che i servizi di intelligence statunitensi potessero accedere ai dati condivisi dal governo con Palantir, nonostante le rassicurazioni ufficiali dell’azienda in senso contrario.
All’epoca, un portavoce di Palantir dichiarò a The Guardian: “Non vi è alcun fondamento nella dichiarazione contenuta nel rapporto dell'esercito svizzero in merito a un potenziale accesso a dati sensibili, né vi è alcuna verità in essa. Gestiamo un’attività fondata sulla fiducia dei nostri clienti, il che implica che adottiamo ogni misura possibile – dai controlli contrattuali e procedurali a quelli tecnici – per garantire che i nostri clienti mantengano il pieno controllo dei propri dati, delle proprie operazioni e delle proprie decisioni nell’uso del software Palantir.”
Il Ministero della Difesa non è l’unica parte del settore pubblico in cui Palantir ha compiuto grandi passi avanti negli ultimi anni. Attualmente, vanta contratti in essere per un valore superiore a 500 milioni di sterline e un impegno da parte del Ministero della Difesa che potrebbe valere altri 500 milioni di sterline nei prossimi anni.
Deputati, gruppi per i diritti umani e la British Medical Association hanno sollevato preoccupazioni sul coinvolgimento dell'azienda nel servizio sanitario nazionale (NHS), dopo che l'azienda ha ottenuto un contratto da 330 milioni di sterline con il servizio sanitario inglese per istituire la banca dati NHS Federated Data Platform, nel novembre 2023.
Il deputato liberaldemocratico Martin Wrigley, la cui carriera nelle telecomunicazioni gli ha fornito competenza tecnica nella raccolta, conservazione e gestione dei dati, ha espresso a openDemocracy la sua “profonda preoccupazione” riguardo ai contratti di Palantir con il servizio sanitario e al più ampio rapporto tra l’azienda e il governo, dopo l’interlocuzione dello scorso anno con Mosley, amministratore delegato di Palantir per il Regno Unito, durante un’audizione della commissione scientifica.
“I sistemi Palantir sembrano essere progettati per determinare una massiccia dipendenza tecnologica. Dal punto di vista di un fornitore è esattamente ciò che si vorrebbe, ma dal punto di vista governativo questo è un grave problema", afferma Wrigley. "Mina la trasparenza, indebolisce il controllo democratico e ci rende dipendenti da un unico attore commerciale per funzioni fondamentali per la fiducia pubblica.
“Quello di cui abbiamo bisogno”, continua Wrigley, “è che le aziende tecnologiche britanniche abbiano l'opportunità di partecipare a gare d'appalto e di fornire soluzioni nazionali a problemi nazionali.
Cosa potrebbe succedere la prossima volta che Trump farà una scenata e pretenderà che il signor Thiel e i suoi amici stacchino la spina? Staccare la spina a che cosa, vi chiederete. Beh…a tutto."
In seguito alle pretese di Trump sulla Groenlandia, Wrigley ha sollevato ulteriori preoccupazioni in Parlamento questa settimana sulla dipendenza del Regno Unito da Palantir,e da altre aziende statunitensi.
“Siamo fortemente dipendenti da diversi sistemi informatici statunitensi, tra cui Palantir, controllata da Peter Thiel, ben inserito nella cerchia ristretta dell’Amministrazione Trump”, ha dichiarato.
“Il governo intende valutare come garantire che Palantir non rappresenti un punto di fallimento dei nostri sistemi critici, nel servizio sanitario, nella difesa, presso l’Ufficio di Gabinetto e ora anche nelle forze di polizia?”
Rispondendo alla Camera dei Comuni, la ministra dell'Interno Yvette Cooper ha riconosciuto che il governo dovrebbe "considerare le aree chiave in cui è necessario rafforzare le infrastrutture nazionali critiche".
