Labor

Milei intensifica i suoi attacchi ai diritti dei lavoratori in Argentina.

Il Decreto 407/2026 emanato dal governo argentino impone la rinegoziazione di 150 contratti collettivi, indebolendo le tutele sindacali e scatenando una feroce opposizione da parte della CGT.
Il Decreto 407/2026, pubblicato dal governo di Javier Milei impone di rivedere circa 150 contratti collettivi scaduti, in base alla Legge di Modernizzazione del Lavoro. Tra i cambiamenti chiave la revisione del principio di ultra-attività (che elimina la tutela automatica per accordi scaduti) e l’abbassamento della soglia per contestare la rappresentanza sindacale dal 20% al 5%. 

L’offensiva lanciata dal governo di Javier Milei è stata formalizzata con la pubblicazione del Decreto 407/2026 sulla Gazzetta Ufficiale. Questo strumento spiana la strada alla revisione obbligatoria dei contratti collettivi. L’informazione arriva da teleSUR, una rete televisiva con sede in Venezuela, che cita Página 12 come fonte originale. 

Secondo il testo pubblicato, il Ministero del Lavoro, guidato da Julio Cordero, inizierà a convocare le associazioni di categoria e i sindacati per rinegoziare circa 150 contratti collettivi scaduti. Obiettivo del governo è adeguare questi accordi alle linee guida di flessibilità previste dalla Legge di Modernizzazione del Lavoro n° 27802.

Questo provvedimento fa parte di una più ampia strategia del governo argentino mirata ad attuare gradualmente modifiche delle leggi del lavoro in tutti i settori dell’economia del paese. Secondo il testo pubblicato, l’amministrazione Milei sostiene l’intento di adeguare i contratti collettivi alle trasformazioni tecnologiche e alle nuove condizioni di produzione.

Il nuovo decreto modifica una norma storica in materia di contratti collettivi

Uno dei punti nodali del Decreto 407/2026 è la revisione del principio di ultra-attività, un meccanismo che garantiva la validità di un contratto collettivo scaduto fino alla firma di un nuovo contratto. In pratica questo cambiamento riduce la tutela automatica di clausole precedentemente negoziate tra lavoratori e aziende.

teleSUR rileva che il cambiamento potrebbe riguardare direttamente norme che regolamentano le organizzazioni sindacali, i contributi di solidarietà e i meccanismi di finanziamento per i sindacati  dotati di personalità giuridica. I critici del provvedimento sostengono che la proposta di modifica indebolisce i diritti di contrattazione collettiva e riduce le tutele istituzionali per i lavoratori.

Il Ministro del Lavoro Julio Cordero è citato nell’articolo come ex legale di aziende quali il Gruppo Techint e l’Unione Industriale Argentina. Sotto la sua guida il governo intende rinegoziare i contratti scaduti in base ai parametri definiti dalla nuova legislazione del lavoro.

La CGT lo considera un attacco alle conquiste storiche

La Confederazione Generale del Lavoro (CGT), la principale federazione sindacale argentina, contesta le argomentazioni addotte dal governo per giustificare la flessibilità. Secondo il rapporto i rappresentanti della federazione denunciano il provvedimento come parte dell’attacco alle conquiste storiche del sindacato.

Inoltre le nuove norme danno priorità alle trattative condotte da aziende o regioni piuttosto che a contratti nazionali settoriali. Questo cambiamento tende a ridurre il peso di ampie trattative collettive e rafforza trattative frammentate in cui ciascuna azienda o territorio può discutere specifiche condizioni di lavoro.

Un altro punto contestato riguarda la riduzione della percentuale minima di iscritti, richiesta per contestare la rappresentanza sindacale. Il limite, che era del 20%, sarà ridotto al 5%. Secondo i sindacati questo cambiamento potrebbe favorire la creazione di nuove entità collegate alle aziende, indebolendo le tradizionali federazioni del movimento dei lavoratori in Argentina.

Salari dinamici e banche delle ore aumentano le tensioni

La riforma comprende anche meccanismi che i critici definiscono forme di lavoro precario. Tra queste c’è il cosiddetto “salario dinamico” che subordina parte della retribuzione del lavoratore alla valutazione da parte del datore di lavoro riguardo non soltanto alla produttività dell’impresa, ma anche alla situazione economica e finanziaria dell’azienda.

Un altro strumento in programma è la “banca delle ore” (simile al congedo compensativo) che consente di applicare orari di lavoro settimanali variabili in base ai cicli produttivi. Questo provvedimento potrebbe ridurre il regolare pagamento degli straordinari, lasciando spazio a rinegoziazioni delle condizioni di lavoro a livelli più bassi rispetto a quelli attualmente rispettati.

A detta dei rappresentanti sindacali questi cambiamenti colpiscono direttamente il reddito dei lavoratori, la stabilità e l’organizzazione collettiva. Tuttavia il governo argentino sostiene che la modernizzazione del lavoro è necessaria allo scopo di adeguare i rapporti di lavoro al nuovo contesto economico e produttivo.

La lotta provocata dal Decreto 407/2026 emanato da Milei intensifica il confronto tra l’amministrazione Milei e il movimento dei lavoratori argentini in una fase di tensioni sociali nel paese. Si prevede che la revisione dei contratti collettivi scaduti diventerà un nuovo punto di scontro tra il potere esecutivo, i sindacati e il mondo imprenditoriale, ora chiamati a rinegoziare termini e condizioni consolidati nel tempo.

Available in
Portuguese (Brazil)EnglishSpanishFrenchItalian (Standard)TurkishArabicRussian
Author
José Reinaldo
Translators
Cora Annoni and ProZ Pro Bono
Date
21.06.2026
Source
Brasil 247Original article🔗
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